I Sapori della Maremma | |
La Maremma Toscana vanta una tradizione culinaria contadina con i sapori genuini dei prodotti della terra. Il Vino, l'Olio Extravergine e la cacciagione la fanno da padrone sulle tavole maremmane.
La Cucina: La Maremma è la terra del cinghiale. Con le sue carni vengono preparae le coppiette, barrette di carne insaporite con sale e peperoncino, quindi essicate e affumicate. Nella zona del mare ha ripreso a essere prodotta, con costanza e regolarità, la bottarga di Orbetello. Fatta con le uova di muggine, viene pressata ed essicata, quindi servita al naturale. Uno dei piatti più rinomati è poi l'acquacotta, un mirabile esempio di come riuscire, con poco, a preparare una ricetta gustosa. Cipolle, pomodoro e basilico fatti stufare nell'olio, bagnati con acqua e versati su fette di pane raffermo tostato.
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I Vini, gusto intenso e grande fama. | |
Il Morellino di Scansano ed il Bianco di Pitigliano, ma anche l'Ansonica della Costa d'Argento o la D.O.C. della Parrina
Il vino: Le sei Doc maremmane nella loro diversità e complesa struttura risultno capaci di raccontare gli aspetti diversi di questo territorio rimasto a lungo a i margini della regione. Lungo questa strada del vino vale quindi la pena di gocare sulla variazione, piuttosto che sulla scoperta di aspetti diversi dello stesso vino. Il Morellino di Scansano è prodotto nella zona della provncia di Grosseto tr i fiumi Albegna e Ombrone. Così come il _Brunello di Montalcino, è l'unico rosso toscano che può essere prodotto da una sola uva Sangiovese, pur con una minima variabile (al15%) di altre uve a bacca nera (tra i più diffusi il Cabernet, l'Alicante, il Grenache e il Merlot). Ha un colore rosso rubino intenso, tendente al granato conl'invecchiamento, è particolarmente profumato, intenso, etereo, fine. In bocca è austero, asciutto, caldo; è un vino da abbinare a carni rosse e formagi. Il Bianco di Pitigliano, prodotto in una fascia di territorio vulcanica che parte dal lago di Bolsena e arriva a pitigliano, è ottenuto da vitigni Trebbiano Toscano (dal 50 all'80%), Greco e/o Malvasia bianca toscana e/o Verdello (per un massimo del 20%), da Grechetto, Chardonnay Sauvignon, Pinot Bianco e riesling italico da soli al 15% o insieme al 30%. Con il suo colore paglierino pallido con riflessi verdolini, il suo profumo delicato, il bianco di Pitigliano ah una sapore asciutto, vivace, con un fondo leggermenteamarognolo, di medio corpo, morbido; è ottimo per accompagnare piatti a base di pesce: L'Ansonica dell'Argentario è prodotto nelle zone collinari e insulari della provincia di Grosseto da uve ansonica con l'aggiunta di alcune uve raccomandate per un massimo del 15%. È un vino fresco, fruttato, asciutto, morbido e armonico da gustare insieme a pesce di mare, anguille o magari le caratteristiche arselle della maremmana. La Parrina è prodotto in una fetta di territorio no troppo estesa vicina ad Orbetello. Il rosso e il rosato sono ottenuti da uva Sangiovese e altri vitigni a bacca nera (non aromatici) per un massimo del 30%, mentre il bianco nasce da Trebbiano Toscano (Procanico), Arsonica e/o Chardonnay con eventuale aggiunta di altri vitigni a bacca bianca (non aromatici) per un massimo del 20%. Il Capalbio si differenzia in Capalbio Rosso (Sangiovese minimo 50%, più uve a bacca rosanon aromatiche); Capalbio Sangiovese (Sangiovese con uve a bacca rossa non aromatiche); Capalbio Cabernet Sauvignon (Cabernet Sauvignon ammesse uve a bacca rossa non aromatica); Capalbio Bianco (Trebbiano, ammesse uva a bacca bianca non aromatiche); Capalbio Vermentino (Vermentino, ammesse un massimo del 15% di uve a bacca bianca non aromatiche). E infine Sovana, che per zona di produzione cincide più o meno a quella del Bianco di Pitigliano e confina con la zona del Morellino di Scansano. Il Sangiovese (almeno al 50%) rappresenta la base caratterizzante del Sovana Rosso, Sovana Rosso Superiore, Sovana Rosato. Per il restante 50% sono ammessi vitigni a bacca nera.
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Gastronomia, le pietanze di una terra genuina. | |
La cucina locale propone ricette innovative derivanti dalle usanze più genuine della Maremma. È composta da piatti unici, minestre complete di proteine e calorie; i "piatti cupi" cioè le scodelle ricolme e fumanti. Le minestre erano divise in due categorie: quelle a brodo o zuppe, e quelle asciutte. La differenza stava nelle posate: cucchiai per le prime e forchette per le seconde. Le Ricette: Gli Gnudi: il puro e semplice ripieno dei tortelli senza la pasta, di ricotta e spinaci e quanto altro si abbia a disposizione, lessate e poi condite con burro e salvia o ragù. |
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| Le foto ed i testi di queste pagine sono state realizzati da Carmine Savarese che ne detiene i diritti. | |





