Saturnia

Saturnia , una storia lunga millenni!


Saturnia Terme è un comprensorio turistico adagiato sulle colline della Maremma , la parte più meridionale e selvaggia della Toscana, il fulcro di questo vasto territorio che va dal Monte Amiata al Mar Tirreno è la sorgente benefica di acqua sulfurea di Saturnia, nota a livello internazionale tra le più esclusive fonti termali.

Da millenni Saturnia è nota al mondo, pur essendo un piccolo borgo, il fatto di ospitare una fonte termale sul suo territorio ha permesso di farvi sviluppare la civiltà dell'uomo fin dagli albori, si narra che fosse stata la prima città italica edificata in epoca villanoviana.

Saturnia Style t'invita a scoprire il borgo e la storia di questa incredibile realtà che è Saturnia Terme ...

Saturnia Porta Romana

 

Il Borgo di Saturnia

Saturnia è parte del comune di Manciano, siamo in provincia di Grosseto, ed è un’area di circa 500 abitanti adagiata sulle dolci colline che costeggiano il fiume Albegna, equidistante sia dal mare (Argentario) che dalla montagna (Amiata), raggiungibili con soli 40 minuti d’auto.


Il borgo di Saturnia è arroccato su di un colle che domina sia la vallata delle Terme che quella dell’Albegna.
L’abitato si sviluppa intorno alla grande Piazza Vittorio Veneto con la Chiesa di Santa Maria Maddalena, la Porta Romana ed il rione Bagnosecco alla spalle di questa. Mentre il rione Borgo e la via Aurinia, che è l’accesso al paese, sono dal lato opposto.

La Piazza, da sempre è il punto di ritrovo per chi vive Saturnia, ed in alcuni orari della giornata, come al tramonto o nelle prime ore del mattino, si anima particolarmente. E’ molto piacevole godersi un aperitivo seduti ai tavolini dei bar intorno all’antica fonte, e poi passeggiare ammirando il Monumento ai Caduti, i vari reperti archeologici e la fontana della Felicina.

Sul far della sera le vie del borgo si animano, illuminate dalle luci dei vari ristorantini che offrono saporosi piatti tipici, accompagnati dall'immancabile bicchiere di Morellino D.O.C.

Immediatamente dietro la piazza si trova la Chiesa di S.Maria Maddalena (ricostruita nel 1933), realizzata in blocchi di travertino (materiale del quale Saturnia è molto ricca con le sue cave lungo l'Albegna) e presenta una maestosa Torre Campanaria in stile neorinascimentale (la sua campana più antica è del XV sec. e reca lo stemma dell'antica comunità saturnina, in cui Dio Saturno tiene in mano un mazzo di spighe e la falce.
Entrando nella quiete del tempio è possibile ammirare l'incantevole tavola di Benvenuto di Giovanni (pittore di scuola senese) raffigurante la Vergine col Bambino tra S.Sebastiano e S.Maria Maddalena e databile tra il 1475 ed il 1483.

Lasciandosi la chiesa alle spalle, si incontra l'ingresso al Castello Ciacci, che domina, imponente, la vallata sottostante presentando le mura del Cassero Senese erette tra il 1462 ed il 1468 dal maestro lombardo Luca di Bortolo da Bagno, sui resti dell'antica Rocca Aldobrandesca. Anche le torri a pianta rotonda furono edificate nel 1468, da mastri luganesi. Il Castello è stato restaurato nel 1929 dall'architetto Passeri per conto dei Marchesi Ciacci; esso, nel corso della storia, fu abitato da personaggi famosi come la Contessa Margherita degli Aldobrandeschi (che ebbe una esistenza tormentata e fosche vicende amorose tra le mura del castello) o Gaspero Ciacci, che nella prima metà del '900 fu un vero benefattore per Saturnia e la Maremma.

Andando oltre il castello, s'imbocca l'antica Via Clodia, una delle strade consolari romane più importanti che congiungeva direttamente l'Etruria con Roma, e Saturnia era una delle tappe di maggior rilievo. lungo il selciato è possibile ancora notare i solchi lasciati da antichi carri.
Oggi è piacevolissimo percorrere un tratto della Via Clodia a piedi per giungere alla terme, ammirando il paesaggio bucolico che la collina di Saturnia mostra nelle stagioni più belle.

La Porta Romana, era l'antico accesso alla città e la via consolare passa proprio da qui. La porta è il monumento più noto di Saturnia, quasi il suo emblema, ed ancora oggi presenta l'arco a tutto sesto nella sua completezza. E' stata costruita in epoca romana, ma su tracciato etrusco, del quale rimangono ben visibili dei massi ciclopici sul lato esterno che testimoniano oltre due millenni di storia.

Tornando verso la chiesa, ma volgendosi al lato opposto della piazza si può seguire via Italia e giungere, così, al Bagnosecco, insolito nome che si riferisce sia al rione, sia ad un antico recinto romano in calcestruzzo che conteneva in passato le acque termali , le quali una volta, prima di scendere a valle, sgorgavano nel centro abitato. E' interessante volgervi lo sguardo e pensare alle antiche leggende che narrano di come l'acqua termale abbia smesso di nascere nel paese; una di queste racconta del paladino Orlando, che volando col suo cavallo sulle rocce di Saturnia, per mezzo di uno strano maleficio, abbia spostato la sorgente delle acque.

Il Bagnosecco è costeggiato dalle antiche Mura, ancora oggi ben visibili, nelle quali si apre la Porta Fiorentina (purtroppo ormai priva dell'arco).

Da qui, percorrendo Via Mazzini, su cui si aprono vari esercizi, si ritorna in piazza ed oltrepassandola, si può visitare il Borgo, che è la parte più vecchia dell'attuale abitato e presenta ancora una serie di casette in sassi e travertino. Si rimarrà colpiti da alcuni vicoletti colorati dai fiori dei balconi e dal curioso e furtivo andare dei gatti. Lasciando il Borgo, si percorre la via di Fontebuia che porta all'omonimo antico fontanile (a circa 200 mt. dal paese). In passato c'era anche la Porta Senese di cui rimane ormai visibile solo un tratto di Mura, di qui la Via Clodia conduceva verso Siena.


Oggi Saturnia è divenuto un moderno centro turistico, pur mantenendo le caratteristiche di un antico borgo, dove si possono trovare tutti i beni di prima necessità ed acquistare nelle botteghe tipiche prodotti alimentari e souvenirs.

La Storia di Saturnia

Saturnia sorge arroccata sul colle che sovrasta la vallata delle terme nella Maremma collinare.
Le sue origini si perdono in un passato assai remoto, basti pensare che, con Tarquinia, Cortona e Terracina, sembrerebbe costituire l'impianto più antico della penisola italica. Fu centro dei Pelasgi come testimonia Dionigi d'Alicarnasso, poi gli Etruschi della cui civiltà restano i sepolcreti di Pian di Palma nella necropoli del Puntone ed alcuni tratti della cinta muraria, che distaccano nettamente da quella romana, per la particolarità delle ciclopiche pietre poligonali incastrate a secco l'una nell'altra (metodo di costruzione antisismico).
In epoca etrusca il nome fu Aurinia, derivante, con molta probabilità da Aureo, ed intesa per cui terra dell'abbondanza.

Antiche leggende la identificano con la Saturnia Tellus, una di queste narra che era la dimora del dio Saturno figlio di Urano e signore degli dei fino a quando uno dei suoi figli non lo avrebbe spodestato. La moglie di Saturno, Gea, ogni anno gli dava un figlio che egli stesso, per essere sicuro di annientarlo, divorava vivo. Quanto continuò quell'orribile banchetto, non è dato sapere, ma un giorno Gea mise al mondo Zeus e lo nascose in una grotta del monte Ida nell'isola di Creta: e così si compirono le profezie e Zeus divenne il nuovo signore dell'Olimpo.
La leggenda vuole che Saturnia, sorta dalle mani stesse del Dio, fosse addirittura la prima città Italica; tuttavia le prime testimonianze di vita attualmente ritrovate, risalgono alla seconda metà del VIII a.C. come testimoniato dai sepolcreti etruschi scoperti in loc. "Sede di Carlo".

Nel 138 a.C. vi fu dedotta una colonia civium romanorum, e fu probabilmente in questa circostanza che i suoi abitanti, secondo Plinio, da Aurini mutarono il loro nome in Saturnini.
Come gli Etruschi assorbirono l'insediamento preistorico, così i Romani si sovrapposero agli Etruschi rendendo un piccolo e poco importante insediamento rurale una vera e propria città.
Nel 280 a.C. fu conquistata dai Romani. Nell'82 a.C. ospitò Mario e fu devastata per rappresaglia dai Sillani.

Nel Medioevo, le sue misteriose origini, e la particolarità delle sue sorgenti solforose diedero adito a molte leggende. Si narrava che il diavolo uscisse da qui quando lasciava gli inferi, il territorio veniva descritto come un luogo dal quale sgorgavano acque stregate, che andavano a depositarsi in pozze fumanti e bollenti, diffondendo nell'aria un acuto odore satanico (zolfo). Le cronache del tempo ricordano convegni di maghi e di streghe, sortilegi e riti sabbatici.

In quest'era Saturnia conobbe anche le incursioni saracene.
Cadde poi nelle mani della Repubblica di Siena e divenne un covo di cospiratori e briganti, per questo la stessa Siena distrusse completamente l'abitato.

In seguito Saturnia seguì le sorti del resto della Maremma e finì sotto il Granducato di Toscana fino all'Unità d'Italia.

Nel '900 il paese ha mantenuto un'economia prettamente agricola ed ha visto sempre di più le sue campagne spopolarsi, questo almeno fino alla fine degli anni'70, quando l'incrementarsi del turismo termale e l'accrescersi della passione delle vacanze nella natura (alla fine degli anni'80) hanno rivitalizzato l'intera area donandole una nuova vocazione turistica, pur mantenendo intatti i valori e la quiete di una realtà agreste.

 

 

  
Le foto ed i testi di queste pagine sono stati realizzati da Carmine Savarese che ne detiene i diritti.